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Valorizzare gli orti urbani: nasce l'associazione BI-Hortus

Valorizzare gli orti urbani: nasce l'associazione BI-Hortus

Si è costituita venerdì scorso l'associazione temporanea di scopo che si propone di proteggere e tutelare gli orti urbani della Città bianca

La Cooperativa Bio Solequo, l’Istituto Tecnico Statale “Pantanelli-Monnet”, lo Slow Food Piana degli Ulivi, il Consorzio Italiano per il Biologico (CI.Bi) la Cooperativa Gaia Environmental Tours, l’azienda di fitocosmesi artigianale Labo Naturae e l’associazione culturale Gran Teatro del Click Food and Nature, hanno costituito venerdì 7 aprile l’Associazione Temporanea di Scopo BI-Hortus

Anime diverse che si sono unite per raggiungere l’obiettivo di valorizzare gli orti urbani sotto il profilo paesaggistico, culturale, storico, divulgativo, didattico, sociale, ecologico, ludico, ricreativo e produttivo.

L'Associazione Temporanea di Scopo condurrà 2 dei 23 orti urbani in via di concessione da parte del Comune di Ostuni, puntando sulla biodiversità e sulla valorizzazione di antiche varietà vegetali. Una valorizzazione che parte dall’agricoltura ed arriva alla tavola e al benessere, passando per incontri con bambini, adulti, studenti e ricercatori, passando per momenti ricreativi, culturali e storici. Ultimo aspetto, non meno importante, è la conduzione degli orti col metodo biologico, per convinzione e per rispetto di un luogo che ha sempre prodotto cibi saporiti, salutari ed ecocompatibili.

La settimana scorsa, a proposito di orti urbani, la studentessa e ricercatrice cinese Yunjie Zhong, dell’università di Hohenheim, in Germania, ha fatto visita ad Ostuni, grazie all’Istituto Agronomico Mediterraneo Bari (IAMB), che da tempo osserva il caso degli orti ostunesi. Zhong già un anno fa aveva intervistato i principali attori coinvolti nella realizzazione ed assegnazione degli appezzamenti ed è tornata per approfondire la sua ricerca.

Ha incontrato il Prof. Santamaria, membro di BiodiverSO, organizzazione regionale che si occupa dello studio e valorizzazione di antiche varietà orticole pugliesi, e che ad Ostuni studia le tre tipologie di carciofo: il Nero di Ostuni, il Bianco di Ostuni e lo spinoso. Inoltre, ha incontrato alcuni anziani presso l’RSA Mediterranea, ed in particolare Antonio Francioso, biopatriarca, ovvero detentore di conoscenze di antichi ortaggi e tecniche colturali. I risultati della ricerca di di Zhong verranno presentati il prossimo ottobre a Copenaghen, durante una conferenza internazionale sull’agricoltura e sui risvolti che essa può avere oltre a quello produttivo.

www.ostunilive.it

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